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Vendere casa dopo una separazione o un divorzio: come funziona

Uno Holding31 agosto 2026Lettura 7 min

La casa è quasi sempre il bene più importante di una coppia che si separa, ed è anche quello che genera più tensioni. Le domande sono sempre le stesse: si può vendere se uno dei due non vuole? Cosa succede se la casa è stata assegnata a chi vive con i figli? Si pagano imposte? Vediamo con ordine, senza tecnicismi inutili.

Serve l'accordo di entrambi (quasi sempre)

Se la casa è intestata a entrambi — in comproprietà o perché acquistata in comunione dei beni — per venderla serve la firma di tutti e due. Nessuno dei due può vendere l'intero immobile da solo.

Se invece la casa è intestata a uno solo (per esempio perché acquistata prima del matrimonio, o in regime di separazione dei beni), può venderla autonomamente. Attenzione però: se su quella casa grava un provvedimento di assegnazione al coniuge che vive con i figli, la situazione cambia — ne parliamo tra poco.

Un singolo comproprietario può vendere la propria quota, ma è una strada quasi sempre inutile: una quota indivisa di una casa non la compra praticamente nessuno, se non a prezzi molto bassi.

Se uno dei due non vuole vendere

È lo scenario più delicato. Se manca l'accordo, la strada è la divisione giudiziale: si chiede al tribunale di dividere il bene e, non essendo una casa materialmente divisibile, si arriva alla vendita all'asta con ripartizione del ricavato.

È una soluzione lenta e costosa, e soprattutto svantaggiosa per entrambi: alle aste gli immobili si vendono quasi sempre sotto il valore di mercato. Tra spese legali e minor prezzo, chi «vince» la causa spesso incassa meno di quanto avrebbe ottenuto con una vendita concordata.

Per questo, quando ci troviamo davanti a due ex coniugi in disaccordo, il nostro primo lavoro non è tecnico ma di mediazione: mettere sul tavolo un valore di mercato oggettivo e documentato. Spesso il disaccordo non è sul vendere, ma su quanto vale la casa: quando il numero è credibile e verificabile, la trattativa si sblocca.

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La casa assegnata al coniuge con i figli

Quando il giudice assegna la casa familiare al genitore che convive con i figli, quel diritto — se trascritto nei registri immobiliari — è opponibile anche a chi compra.

In pratica: l'immobile si può vendere, ma l'acquirente se lo prende «con dentro» il diritto di abitazione, cioè non potrà usarlo finché l'assegnazione dura. Questo abbatte drasticamente il numero di potenziali acquirenti e il prezzo.

La soluzione praticabile quasi sempre è una sola: concordare la vendita nell'accordo di separazione, stabilendo che la casa venga venduta e il ricavato diviso secondo quote definite. Così l'immobile arriva sul mercato libero e vale il suo prezzo pieno.

Le imposte: cosa si paga e cosa no

Due aspetti spesso confusi tra loro.

I trasferimenti tra coniugi in sede di separazione o divorzio (per esempio: uno liquida l'altro e resta unico proprietario) godono di un regime di favore e sono esenti da imposte, se effettuati in esecuzione degli accordi omologati.

La vendita a un terzo segue invece le regole ordinarie. In particolare la plusvalenza: se vendi entro 5 anni dall'acquisto e ci guadagni, l'imposta è dovuta — salvo che l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale tua o di un tuo familiare per la maggior parte del periodo di possesso. Nelle separazioni questa condizione è molto spesso soddisfatta, ma va verificata caso per caso.

Il mutuo ancora in corso

Se sulla casa grava un mutuo, va gestito insieme alla vendita. Le possibilità sono tre: estinguerlo con il ricavato il giorno stesso del rogito (la soluzione più comune e più semplice), accollarlo all'acquirente con il consenso della banca, oppure — se uno dei due resta nella casa — chiedere alla banca il subentro dell'unico intestatario.

Nota importante: l'accordo di separazione vale tra voi, ma non nei confronti della banca. Se il mutuo è cointestato, entrambi restano obbligati verso l'istituto finché non c'è una liberatoria formale. È un dettaglio che genera brutte sorprese anni dopo.

Come gestiamo queste vendite

In una separazione la vendita non è solo un'operazione tecnica: le due parti spesso non si parlano, e ogni comunicazione rischia di diventare un conflitto.

Il nostro ruolo è fare da punto di riferimento unico e neutrale: entrambi ricevono le stesse informazioni, nello stesso momento, con gli stessi numeri. Le visite, le proposte e i tempi vengono gestiti da noi, così nessuno dei due deve occuparsi dell'altro.

E la velocità, in questi casi, vale più che in qualsiasi altra situazione: prima si chiude, prima entrambi possono ripartire.

Domande frequenti

Si può vendere la casa se uno dei due coniugi non vuole?

Se la casa è intestata a entrambi serve l'accordo di tutti e due. In mancanza si può ricorrere alla divisione giudiziale, che porta alla vendita all'asta: una via lenta, costosa e quasi sempre svantaggiosa per entrambi, perché alle aste si vende sotto il valore di mercato.

Si può vendere la casa assegnata al coniuge con i figli?

Sì, ma se il provvedimento di assegnazione è trascritto è opponibile all'acquirente, che quindi non potrà utilizzare l'immobile. Questo riduce moltissimo acquirenti e prezzo. La soluzione migliore è prevedere la vendita direttamente nell'accordo di separazione.

Si pagano imposte vendendo casa dopo la separazione?

I trasferimenti tra coniugi in esecuzione degli accordi di separazione o divorzio godono di un regime di esenzione. La vendita a un terzo segue invece le regole ordinarie, plusvalenza compresa, con l'esenzione prevista se l'immobile è stato abitazione principale per la maggior parte del possesso.

Cosa succede al mutuo cointestato?

Di solito si estingue con il ricavato al momento del rogito. In alternativa può essere accollato all'acquirente o intestato a uno solo dei due, ma sempre con il consenso della banca: l'accordo di separazione non libera automaticamente dal debito.

Quanto tempo serve per vendere in caso di separazione?

Dipende soprattutto dal prezzo di partenza e dall'accordo tra le parti. Con un prezzo corretto e una decisione condivisa i tempi sono quelli di una vendita normale: a Roma sud le nostre vendite recenti si sono chiuse in giorni o poche settimane.

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Uno Holding · Roma dal 1994

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