Guida · Situazioni

Vendere una casa ricevuta in donazione (e il tema dell'usufrutto)

Uno Holding23 giugno 2026Lettura 6 min

Vendere una casa ricevuta in donazione è possibile, ma richiede attenzione: gli immobili donati sono considerati "difficili" perché possono essere rivendicati dagli eredi del donante e perché le banche sono più prudenti nel finanziarne l'acquisto.

Perché una casa donata è più difficile da vendere

Il motivo principale è l'azione di riduzione: alla morte del donante, gli eredi legittimari (coniuge, figli) che si ritengano lesi nella loro quota possono agire per recuperare il bene donato. L'azione può essere esercitata, in sintesi, entro 10 anni dall'apertura della successione e comunque non oltre 20 anni dalla trascrizione della donazione.

Questo rischio rende gli acquirenti prudenti e, soprattutto, spinge le banche a concedere con difficoltà il mutuo su un immobile di provenienza donativa, perché la garanzia ipotecaria potrebbe essere intaccata.

Le soluzioni per vendere

Ci sono diverse strade, da valutare col notaio. Attendere il decorso dei termini (spesso i 20 anni dalla donazione) elimina il problema alla radice. In alternativa esistono polizze assicurative specifiche che coprono il rischio dell'azione di riduzione e rassicurano acquirente e banca.

Un'altra via è ottenere il consenso degli eredi legittimari (una rinuncia all'azione, nei limiti previsti dalla legge). Ogni caso è diverso: la cosa più importante è dichiarare con chiarezza la provenienza donativa nell'atto di provenienza e affrontare il tema in anticipo, non nasconderlo.

Donazione, usufrutto e nuda proprietà

Spesso la donazione riguarda la sola nuda proprietà, mentre il donante conserva l'usufrutto (il diritto di continuare ad abitare l'immobile a vita). In questo caso si può vendere la nuda proprietà, che si consolida in piena proprietà alla cessazione dell'usufrutto.

La nuda proprietà è anche una strategia di vendita a sé: chi vuole liquidità restando in casa può venderla mantenendo l'usufrutto. Ne parliamo nell'articolo vendere la nuda proprietà.

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Domande frequenti

Si può vendere una casa avuta in donazione?

Sì, ma vanno gestiti il rischio dell'azione di riduzione degli eredi e la maggiore prudenza delle banche sul mutuo. Con le giuste soluzioni (tempo, polizza o consenso degli eredi) la vendita è regolare.

Cos'è l'azione di riduzione?

È il diritto degli eredi legittimari lesi di far valere la loro quota anche su beni donati, entro 10 anni dalla successione e non oltre 20 dalla donazione. È la ragione principale della "difficoltà" delle case donate.

L'acquirente può ottenere il mutuo su una casa donata?

È più complesso: molte banche sono restie. Aiutano il decorso dei termini o una polizza che copra il rischio dell'azione di riduzione.

Che differenza c'è tra usufrutto e nuda proprietà?

L'usufruttuario ha il diritto di usare l'immobile; il nudo proprietario ne ha la titolarità ma non l'uso finché dura l'usufrutto. Alla cessazione dell'usufrutto, la nuda proprietà diventa piena proprietà.

Conviene aspettare per vendere una casa donata?

Se mancano pochi anni al decorso dei termini può convenire; altrimenti si procede con polizza o consenso degli eredi. Va valutato caso per caso con il notaio.

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Uno Holding · Roma dal 1994

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